Autocontrollo & Emozioni

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Marco pianse quando gli fu detto che il suo tutore preferito era morto. Sappiamo che pianse un giorno in tribunale, mentre presiedeva un processo e l'avvocato menzionò le innumerevoli anime perite nella peste che ancora devastava Roma. Possiamo immaginare che Marco pianse molte altre volte. Era un uomo tradito da uno dei suoi generali più fidati. Era un uomo che un giorno perse la moglie dopo trentacinque anni di matrimonio. Era un uomo che perse otto figli, tutti i suoi figli maschi tranne uno. Marco non piangeva perché era debole. Non piangeva perché non era stoico. Piangeva perché era umano. Perché quelle esperienze dolorosissime lo rendevano triste. "Né la filosofia né l'impero", disse Antonino con comprensione mentre lasciava che il figlio singhiozzasse, "tolgono il sentimento naturale". Dunque Marco Aurelio deve aver perso la pazienza talvolta, altrimenti non avrebbe avuto motivo di scriverne nelle sue Meditazioni.

Ryan Holiday

Lives of the Stoics: The Art of Living from Zeno to Marcus Aurelius